Raccolgo i pezzi di me per un’altra volta mentre vado via da qui all’interno di un treno regionale freddo e anonimo partito con 20 minuti di ritardo. Al finestrino il paesaggio cambia velocemente; le montagne che mi hanno accompagnato ora assumono una nuova forma e nuovi nomi mentre l’unica costante resta la bianca neve che ricopre il freddo paesaggio. La mia testa è appoggiata al finestrino e il mio respiro fa appannare ritmicamente il vetro, alle orecchie suona Stairway to heaven dei Led Zeppelin…
La parte più difficile è sempre ricominciare da qualche parte nel racconto delle nostre esistenze fatto di domande che si ripropongono come un vecchio film di Fellini alla tv. Vi siete mai chiesti cosa resta di tutte le domande a cui non siamo riusciti a rispondere? Semplicemente niente, neppure il sentore di una risposta che sia stata definitiva tra tutte le risposte che ci siamo dati. Siamo destinati a vivere nel dubbio e il dubbio, una volta sperimentato, si amplifica con il tempo come una palla di neve che rotola e raccoglie altra neve fino a giganteggiare nel nostro animo. Questo è il peso che ci portiamo addosso, questo è ciò che ci fa sentire smarriti ma simili a tutti gli altri che cercano risposte agli eventi ma come noi giocano a palle di neve con i dubbi.
Io come tutti sono un sopravvissuto che non ha trovato risposte ai perché della vita, io come voi cerco di districarmi tra i dubbi scappando dalla realtà, anche io come te sono un viaggiatore che ha perso la bussola e nel treno che mi porta via da qui rifletto sul mio passato, guardo al mio futuro mentre resto sospeso nel limbo del mio tempo sperando che qualcuno mi racconti..
