Trasalisco…Basta davvero così poco per far tornare in vita queste emozioni che credevo ormai perse? Basta davvero uno sguardo, un volto amico, un’orizzonte familiare, un ricordo? Mi scopro sudato, trepidante e col batticuore, in quel mix di emozioni che dall’inizio di questo viaggio mi sta accompagnando. Mi sento vivo. Il profumo del mare, lo stridere dei gabbiani in lontananza, il rumore dei vaporetti. Tutto mi accende, tutto mi risveglia. Risveglia i miei sensi, assopiti nel grigiore di una vita che ormai non sentivo più mia, risveglia la mia voglia di Vita.
E proprio in questo conflitto di emozioni un’altra cosa mi sorprende,mi sconvolge. Un altro abbraccio, ancora più forte del primo, ancora più intenso, di quelli che ti tolgono il respiro, di quelli che ti ridanno energia. Certi abbracci sembra che ti vogliano rompere, ma invece sono talmente intensi che sono fatti per aggiustarti. “Dove andiamo?” mi dice lei con lo sguardo felice “…Andiamo”, dico io ancora scosso, prendendola per mano e cominciando la mia personale avventura su e giù per ponti e canali. E il mio errare mi porta a perdermi tra le calli, tra i diversi sestrieri incontrando sguardi ammirati, genti d’oriente e giovani mercanti di sogni.
E proprio qui ricordo. Il monito più bello che questa città mi ha sempre insegnato: “Puoi cercare fin che vuoi, ma solo perdendoti puoi ritrovare la tua strada!” Non c’è altro da fare. Perdersi significa viaggiare, significa non rimanere fermi. E in fondo, il vero senso del viaggio è proprio viaggiare. Ed è così, che mi ritrovo, sincronisticamente, nel mio luogo preferito: nel parco delle Rimembranze! E guardando l’orizzonte ripenso a mia madre e mio padre, a quando fanciullo mi portavano a giocare in questo giardino incantato. E qui, osservando l’orizzonte, mi trovo ad osservare il mare… proprio là dove finisce il cielo.
