“Allora come hai pensato di organizzarti?” mi chiede in maniera curiosa Sofia, distogliendomi dai miei pensieri. “In che senso?” le rispondo. “Dove pensi di andare a stare? Hai già trovato qualcosa o…?” aggiunge guardandomi con uno sguardo divertito. “In realtà non ho avuto tempo di cercare una sistemazione…credo che per adesso troverò una stanza d’albergo” le rispondo senza pensarci più di tanto. “Beh se proprio non trovi nulla di soddisfacente e hai bisogno di una sistemazione temporanea, ovviamente, potrei offrirti una stanza a casa mia, che dici?” mi chiede arrossendo leggermente sulle guance e picchettando tra loro i due indici delle mani, come faceva quando era bambina. “Sei sicura che non ti disturbo…voglio dire con il tuo lavoro e…potrei essere di intralcio e non vorrei…”. “Assolutamente no, sia a me che a Tom farebbe piacere averti tra i piedi” aggiunge senza farmi finire la risposta.
Sofia è un’artista “a ciclo completo”, come mi piace definirla, dipinge in maniera divina e il suo studio è proprio la sua stessa casa…da quando era poco più che adolescente aveva cominciato a dipingere tele nelle quali esprimeva le sue emozioni, le emozioni che percepiva negli sguardi delle altre persone e riusciva a trasformare il colore e le forme in qualcosa di coinvolgente. Aveva frequentato la scuola d’arte, l’Accademia delle belle arti ed era riuscita ad esporre i suoi dipinti in alcune gallerie rinomate della città e all’estero. Un fatto tragico le aveva però sconvolto l’esistenza…si era da poco trasferita in Spagna a Barcellona perché aveva ricevuto un’importante commissione per una galleria d’arte della città e aveva trovato una persona che la faceva stare bene, Daniel un fotografo di reportage….un incidente stradale tremendo nel bel mezzo della notte le aveva portato via quel giovane amore e le aveva procurato una lesione importante alla mano che ancora adesso, a distanza di cinque anni da quel tragico evento, non le permetteva una completa funzionalità. Da allora non era più riuscita a dipingere nulla, il dolore per la perdita di Daniel e la difficoltà di accettare quella sua menomazione alla mano, quella con cui riusciva a toccare le corde del cuore con i suoi dipinti, non le permetteva di fare più nulla. Ma la sua grande forza interiore l’aveva portata a riemergere da quel baratro in cui era affondata ed aveva trovato nella fotografia un nuovo modo di esprimersi e un modo per onorare quel amore che per lei aveva significato tanto. Le sue fotografie leggevano l’animo delle persone ed esprimevano quello che era lei..un animo disperatamente sensibile.
“Allora cosa aspettiamo? Andiamo, Tom sarà contentissimo di vederti e leccarti tutto il viso…oramai non è più un cucciolo, come lo avevi visto l’ultima volta…è cresciuto tantissimo!” Sofia mi prende a braccetto e ci imbarchiamo sul primo vaporetto.
